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Ott

Inaugurazione della Maison du Soleil (Cotonou, 26/10/2016)

Il mercato di Dantokpa, il più grande mercato dell’Africa occidentale, è uno dei luoghi più vivi, movimentati e dinamici della città di Cotonou: una volta giunti al mercato ci si sente spaesati, la sola cosa che si può fare è seguire un’onda umana fatta di persone, moto-taxi e auto. Ma Dantokpa è anche un luogo affascinante agli occhi di un occidentale, pieno di colori, odori, energia.

Non tutti sanno, tuttavia, che questo mercato è teatro delle forme più brutali di violenza, più o meno nascosta, a danno dei più piccoli e indifesi. I bambini ma soprattutto le bambine sono sfruttate al mercato, come venditori ambulanti, costretti a svegliarsi prestissimo al mattino e a dormire tardi la sera al fine di vendere durante il giorno le merci che la propria tutrice gli ha affidato. Nella maggior parte dei casi, senza ricavo alcuno.*
Secondo i dati del PNPE, la maggior parte dei bambini che lavorano al mercato sono ragazze e, sebbene la legge lo vieti, più della metà non raggiunge la soglia minima legale per poter condurre attività generatrici di reddito, ovvero i 14 anni.
Ma chi sono queste ragazze che vivono o lavorano al mercato? Sono ragazze abbandonate, spesso orfane di padre, di madre o di entrambi. Sono ragazze che non hanno delle vere figure di riferimento per quanto riguarda la loro educazione: piazzate presso artigiane e tutrici, cercano di sopravvivere mediante espedienti, spesso dormono all’aperto, abbandonate a loro stesse e, per questo, altamente esposte a ogni tipo di violenza. Vittime di sfruttamento economico, queste bambine prive di mezzi e di riferimenti genitoriali ed educativi, rischiano di subire ogni tipo di abuso.
Secondo i dati del PNPE, quasi la metà (48,5%) delle ragazze che lavorano al mercato non è mai andata a scuola. L’educazione, scolastica e professionale, costituisce per le ragazze un elemento di protezione mentre l’assenza di una qualunque forma di educazione rappresenta un ulteriore fattore di vulnerabilità.

Ma in ogni situazione, c’è speranza. A poche centinaia di metri dal mercato di Dantokpa sorgono due strutture. Le trovi proprio dove non te l’aspetteresti. Si tratta della Maison de l’Esperance et la Maison du Soleil. Due strutture delle Suore salesiane di Don Bosco.
E proprio il 26 ottobre, grazie al sostegno di Manos Unidas e Medecin du Monde, IFMA (l’ONG delle Suore salesiane) ha potuto inaugurare la nuova Maison du Soleil, una struttura in cui i ragazze madri minori vittime di violenza vengono ascoltate, accolte e accompagnate dal personale competente ed accolte, insieme ai loro piccoli. Immaginate cosa può voler dire per una giovane ragazza madre vittima di violenza affrontare una gravidanza e la nascita di un figlio senza alcun sostegno?
Si tratta di un accompagnamento olistico, che comprende diversi aspetti: sociale, psicologico, educativo, giuridico e sanitario. Oltre ad essere sostenute sul piano psicologico e sanitario, le giovani ragazze madri hanno la possibilità di intraprendere un percorso di formazione proprio accanto, alla Maison de l’Esperance. Un cammino che possa aiutarle nel loro percorso di reintegrazione in società.

I finanziatori sono certamente da ringraziare: in primis Manos Unidas, i cui sforzi per la ricerca di finanziamenti vanno sicuramente messi in evidenza.
Non da meno quelli di Médecin du Monde, che attraverso le parole della Responsabile della Missione ha ricordato come le ragazze, giovani madri, sono le vere protagoniste della giornata. A loro abbiamo dedicato questa giornata e continueremo a dedicare i nostri sforzi e le nostre energie.

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